Che cos’è l’apnea notturna
La sindrome delle apnee ostruttive consiste nel rallentamento o nella momentanea interruzione della respirazione durante il sonno.
Queste interruzioni, che sono dovute al collasso o all’ostruzione delle vie respiratorie, possono essere più o meno lunghe e possono ripetersi diverse volte nell’arco della notte.
La sindrome delle apnee ostruttive influisce notevolmente sul sonno del bambino. Infatti nel corso dell’apnea notturna il bambino passa a uno stadio di sonno più leggero; per riattivare la muscolatura della gola e uscire dall’apnea si verifica un microrisveglio che disturba notevolmente il riposo.
I sintomi nei bambini
Nei bambini ci sono vari campanelli di allarme che possono far sospettare un caso di apnea notturna; in particolare la tendenza a russare, il sonno agitato, l’irritabilità e la scarsa concentrazione nel corso della giornata oppure episodi di pipì a letto.
Tra i fattori di rischio che contribuiscono a rafforzare i sospetti ci sono le tonsille ingrossate, il sovrappeso e particolari conformazioni della bocca e della mandibola.
In tutti questi casi la cosa migliore da fare è rivolgersi al pediatra, che potrà consigliarvi di consultare uno specialista o, in molti casi, un odontoiatra.
Il ruolo dell’odontoiatra
L’odontoiatra può occuparsi di una prima diagnosi, esaminando i sintomi del bambino ed eseguendo un monitoraggio notturno che esamina il flusso oro-nasale, l’ossimetria percutanea e il russamento. Si tratta di una registrazione che avviene a domicilio in modo non invasivo e che permette di capire che cosa accade durante il sonno.
Spesso sarà l’odontoiatra stesso a fornire la soluzione per il problema proponendo un dispositivo di avanzamento mandibolare, particolarmente indicato per le apnee lievi; il dentista quindi è una figura fondamentale a cui rivolgersi nel caso in cui un bambino soffra di apnea notturna.
Nei casi più gravi, invece, si dovrà procedere a un intervento di chirurgia orofaringea, alla rimozione delle tonsille o all’utilizzo di macchinari c-pap che, grazie a una semplice mascherina, consentono di introdurre aria durante la fase di apnea.